Exergy ha partecipato il 27 aprile scorso alla cerimonia di inaugurazione del primo impianto di recupero del brine geotermico per il cliente EDC.
L’evento si è tenuto sull’isola di Mindanao, nella città di Kidapawan, provincia di Cotabato, ed è stato presieduto dal vicedirettore operativo di EDC Jerome H. Cainglet, dal responsabile del Business Development Marvin Kenneth S. Bailon e dal capo progetto della centrale geotermica di Mount Apo, Romy Kee, alla presenza del direttore del Dipartimento dell’Energia (EPIMB) Mario C. Marasigan di altre autorità governative e rappresentanti della comunità indigena ospitante, il Manobo Apao Descendants Ancestral Domain Claim of Mount Apo (MADADMA).
La nuova unità ORC è stata sincronizzata alla rete elettrica di Mindanao il 12 marzo, e ha successivamente superato i test di conformità dell’operatore della rete elettrica nazionale il 25 marzo e ora fornisce 3,6 MW di elettricità senza emissioni di carbonio.
Il vicedirettore operativo dell’EDC Jerome H. Cainglet ha commentato:
“L’impianto binario M3 fa parte dell’impegno di EDC di alimentare l’economia in crescita della regione di Mindanao con il 100% di energia pulita per ridurre la sua dipendenza dai combustibili fossili come il carbone, causa principale del riscaldamento del nostro pianeta”. Riguardo l’esecuzione del progetto ha aggiunto : ” Ringraziamo Exergy e tutti i nostri partner, per averci permesso di portare avanti la nostra missione di decarbonizzazione, aiutandoci a realizzare il progetto Mindanao3 in soli 13 mesi”.
L’unità ORC è stata progettata e fornita da Exergy in meno di 12 mesi rispettando scadenze rigorose. Come sottolineato da EDC, “Il lavoro per l’ampliamento della centrale è iniziato nella prima parte del 2021 – nel momento culmine della pandemia di coronavirus, durante il quale i protocolli di sicurezza necessari per i lavoratori in loco sono stati rigorosamente applicati ed anche intensificati. Nonostante queste difficoltà, il completamento dell’impianto binario è avvenuto ampiamente nei tempi previsti”.
Partecipando alla cerimonia inaugurale Marco Frassinetti, direttore vendite di Exergy ha commentato: “Siamo molto orgogliosi dell’avviamento del primo impianto di EDC nelle Filippine per il recupero del brine geotermico. Questo progetto è la dimostrazione che l’introduzione di nuovi sistemi e tecnologie per l’esplorazione e la generazione elettrica dalle fonti geotermiche possono offrire soluzioni sempre più efficienti e sostenibili, anche economicamente, per sfruttare al meglio la geotermia e migliorare gli investimenti. Esistono molte opportunità di replicare con successo progetti come questo, considerando che esistono più di 10 GW di impianti flash a vapore nel mondo”.
L’impianto di Exergy permette di recuperare la frazione geotermica liquida (brine) inutilizzata e disponibile dai due impianti flash esistenti Mindanao 1 e 2 e convertirla in elettricità attraverso la turbina del ciclo ORC. Una volta utilizzato il brine viene poi reiniettato nel pozzo geotermico senza essere disperso. Exergy utilizza la proprietaria Turbina Radiale Outflow, sviluppata ed applicata con successo nel settore dell’ORC dall’azienda Varesina, in questo progetto impiegata per la prima volta nelle Filippine. La Turbina Radiale Outflow di Exergy risulta molto efficiente per la produzione di energia elettrica da risorse geotermiche e si è dimostrata una tecnologia molto affidabile, con una flotta installata di 450 MWe in tutto il mondo.
EDC è il più grande produttore, verticalmente integrato, di energia geotermica nel mondo con 40 anni di storia e oltre 1.180 MW di capacità geotermica in portafoglio. Con la sua attività l’azienda ha reso le Filippine il terzo paese nel mondo per quantità di energia geotermica prodotta negli ultimi 30 anni e un leader indiscusso nella tecnologia di centrali geotermiche a vapore
Il nuovo impianto geotermico binario ottimizza lo sfruttamento di una risorsa geotermica esistente, aumentando sia l’efficienza elettrica che la produttività dei due impianti flash nel campo geotermico di Mindanao. Allo stesso tempo permetterà di risparmiare circa 25.000 tonnellate di emissioni di CO2 aggiuntive senza alcun impatto ambientale ulteriore derivante dall’esplorazione e dalla perforazione di nuovi pozzi geotermici.


